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news
26 Gennaio 2012
INTERVISTA A BERSANI

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26 Gennaio 2012
INTERVISTA AD ANGELA MERKEL

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21 Gennaio 2012
CONCLUSIONI DI BERSANI
Assemblea Nazionale PD 21 gennaio 2012

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17 Gennaio 2012
“I nostri suggerimenti per il nuovo Regolamento urbanistico”
Energie rinnovabili e riqualificazione urbana al centro del documento approvato dall’assemblea dell’Unione comunale PD Monteriggioni

Pd Monteriggioni: “I nostri suggerimenti per il nuovo Regolamento urbanistico”
Energie rinnovabili e riqualificazione urbana al centro del documento approvato dall’assemblea dell’Unione comunale


Comunicato stampa n. 7 del 17 gennaio 2011 

Risparmio energetico, utilizzo e produzione di energie rinnovabili e riqualificazione dei centri urbani. Sono queste, in sintesi, le linee di indirizzo per il nuovo regolamento urbanistico comunale approvate nei giorni scorsi dall’Assemblea dell’Unione comunale del Partito Democratico di Monteriggioni. Il documento è frutto di un percorso iniziato con la discussione all’interno del gruppo di lavoro “Urbanistica”, coordinato da Paola Buti, ed è stato presentato e valutato dall’esecutivo dell’Unione comunale e dei diversi circoli del territorio di Monteriggioni.

“La redazione di uno strumento urbanistico - commenta Raffaella Senesi, segretario dell’Unione comunale del Pd di Monteriggioni - è uno dei momenti più importanti per l’amministrazione pubblica, così come lo è la sua revisione. Ecco perché abbiamo ritenuto importante presentare alcune linee di indirizzo che potranno essere utili all’amministrazione comunale nell’elaborazione del nuovo Regolamento urbanistico e che rappresentano alcuni suggerimenti emersi nel gruppo di lavoro e all’interno dei singoli circoli. In particolare, chiediamo che il nuovo documento urbanistico sia impostato su norme semplici, chiare e di facile attuazione, puntando sul maggiore utilizzo delle energie rinnovabili, sul recupero del patrimonio edilizio esistente e sulla valorizzazione del nostro territorio”.

Qualità degli edifici. Una delle principali proposte del Pd di Monteriggioni riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Richiamando la proposta di legge sul “Sistema casa qualità” - approvata dalla Camera lo scorso giugno - il documento propone incentivi e agevolazioni, decisi e finanziati da enti locali e Regioni, per favorire il rispetto dei requisiti di risparmio energetico. Il Pd di Monteriggioni propone anche di stabilire la classe energetica “B” come standard minimo di riferimento per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni e di incentivare la classe “A” per i nuovi edifici. Nel documento, infine, si fa riferimento all’opportunità di individuare aree comunali da destinare alla realizzazione di abitazioni in edilizia convenzionata.

Patrimonio edilizio e strutture provvisorie. Nel documento si “suggerisce”, poi, di riqualificare gli edifici che stanno perdendo la loro utilità e di dare importanza a interventi puntuali, che, nella maggior parte dei casi, sono volti a superare il disagio abitativo familiare, permettendo così alle famiglie di soddisfare le loro esigenze di “crescita” con l’ampliamento dell’abitazione entro i parametri urbanistici. Per gli edifici privi di classificazione, inoltre, si richiede una chiara identificazione dei requisiti di valore architettonico e paesaggistico delle strutture e indicazioni lineari sulle procedure di recupero e di ristrutturazione. Per incentivare la politica energetica in caso di ristrutturazione, poi, si richiede la possibilità di aumentare la volumetria dell’edificio; si suggerisce altresì di introdurre norme per le installazioni di tutte quelle strutture a corredo degli edifici. Il Pd di Monteriggioni, infine, inserisce tra le linee di indirizzo, alcuni suggerimenti sulle strutture provvisorie. In particolare viene invitata l’amministrazione comunale a introdurre norme che tengano conto delle esigenze dei cittadini che hanno bisogno di costruire box per cani, impiegati in attività cinofile o venatorie a carattere amatoriale, e per coloro che per attività agricole amatoriali hanno bisogno di adeguati annessi agricoli.
 

16 Gennaio 2012
LA LETTERA DI BERSANI
USCIRE DALL'EMERGENZA E PREPARARE LA RICOSTRUZIONE - 13 GENNAIO 2012

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News dalla Camera
23 Gennaio 2012
DECRETO MILLEPROROGHE
NEWS LETTER N. 88
decreto Milleproroghe

 Come noi chiedevamo, l'esame in commissione del decreto milleproroghe sta permettendo al Parlamento di intervenire a correzione di alcuni aspetti delle norme approvate nel dl salva Italia. In particolare sono state recepite alcune nostre richieste di modifica alla recente riforma previdenziale. Passi in avanti anche nel settore della scuola e dell'università e su alcune norme in materia ambientale (sistema Sistri).
ECCO ALCUNI INTERVENTI:

 Pensioni: Damiano, correggere effetti iniqui della riforma

"La commissione Lavoro della Camera, con il voto unitario dei gruppi che sostengono il governo, ha approvato ieri il parere con il quale sottopone al governo alcune condizioni per correggere la riforma delle pensioni e per ridurne gli effetti socialmente più iniqui. In particolare, si tratta della situazione di quei lavoratori che sono senza lavoro e che rimarranno senza pensione a seguito della riforma che ha abolito la possibilità di andare in pensione con le quote di anzianità: lavoratori che si sono licenziati con accordi individuali o collettivi, lavoratori "esodati" o "sovrannumerari" e di fabbriche fallite; lavoratori che hanno stipulato accordi di mobilità entro il 31 dicembre dello scorso anno"."A questa platea - spiega Damiano - va consentito di poter utilizzare le precedenti regole per accedere alla pensione nel corso dei prossimi anni. In secondo luogo, la nostra richiesta si è mossa per superare la penalizzazione che riguarda l'assegno pensionistico dei lavoratori cosiddetti precoci. Si tratta di situazioni che hanno visto, nel corso di una vita lavorativa di oltre 40 anni, lo svolgimento in molti casi di lavori manuali e faticosi e le penalizzazioni salariali derivanti da lunghi periodi di cassa integrazione o di mobilità a seguito dei poderosi processi di ristrutturazione degli ultimi decenni. Un problema di giustizia sociale".


 Milleproroghe: Mariani, bene proroga e miglioramento Sistri

''La proroga e il miglioramento del Sistri è un buon risultato della nostra battaglia che permetterà di rimediare ad alcune difficoltà di gestione del sistema da parte delle imprese". Lo afferma Raffaella Mariani, capogruppo Pd nella commissione Ambiente, la quale spiega che "purtroppo la Lega Nord pretende di intestarsi questa vittoria che invece rappresenta l'esito di una discussione e di una valutazione finale di buon senso da parte delle
commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. Ora si tratta di applicare alcune positive novità, soprattutto quella della partecipazione dell'Ispra, mentre il parlamento potrà meglio vigilare, visto che il ministro dell'Ambiente è tenuto a presentare ogni sei mesi una relazione sullo stato di attuazione del sistema".

 
 
 
 
23 Gennaio 2012
GIUSTIZIA
MAI PIù LEGGI AD PERSONAM

Giustizia

 Mai più leggi ad personam, Severino garantisce discontinuità
 Abbiamo votato a favore della relazione annuale sull'organizzazione della giustizia presentata dal ministro Severino. Il nostro sì dimostra l'apprezzamento di una linea di governo che ha messo un punto alla stagione delle leggi ad personam e sottolineato chiaramente la necessità di discontinuità con le politiche portate avanti nel recente passato. Proprio perché abbiamo a cuore il buon funzionamento della giustizia, ci siamo resi disponibili ad intervenire in Parlamento con riforme volte a superare le gravi emergenze e ad individuare concrete soluzioni di intervento. E' innegabile che sui temi della giustizia c'è bisogno di riforme, ma soprattutto c'è bisogno di recuperare profondamente il principio di legalità come presupposto indiscusso dello Stato di diritto e rendere ancora più incisiva la lotta alla corruzione che rappresenta un vero e proprio freno per lo sviluppo del nostro paese.
 
 
 
 
 
 
23 Gennaio 2012
MALATTIE RARE
PRIMO PASSO PER TUTELARE MIGLIAIA DI PAZIENTI

Malattie rare

 LIVIA TURCO: Primo passo per tutelare migliaia di pazienti
 Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi e colleghe, il voto e la discussione che ha accompagnato queste mozioni, rappresentano uno degli atti più importanti di questo Parlamento. Infatti, parliamo di un'esperienza umana che è al contempo dolore, fatica, ma anche sfida alla pienezza della vita e alla conoscenza. Credo che ciascuno di noi che ha avuto modo di entrare in contatto con le persone che vivono, appunto, queste cosiddette malattie rare, abbia ricevuto proprio questa doppia percezione: la fatica, ma anche la sfida alla pienezza della vita e alla conoscenza.
Come hanno detto le colleghe e, in particolare, l'onorevole Miotto, su un tema così delicato il nostro Paese ha fatto dei passi in avanti molto importanti. L'Italia è stata punto di riferimento in Europa e oggi in Europa, su questo tema, fa bella figura. Ma se questi passi in avanti sono stati fatti, tutti dobbiamo esprimere profonda gratitudine alle associazioni, alle famiglie e alle persone. Ricordo, come Ministro della sanità, con profonda gratitudine, quella consulta delle associazioni istituita presso l'Istituto superiore di sanità, dalla quale ho imparato molto; voglio, inoltre, esprimere gratitudine, oltre che alle associazioni, anche all'Istituto superiore di sanità, alla competenza e alla dedizione - sottolineo la dedizione - con cui chi dirige quella struttura si applica al tema malattie rare.
Passi in avanti che, però, ad un certo punto si sono fermati. Il primo Piano sanitario nazionale era del 1998, seguito poi dal decreto ministeriale, che qui è stato richiamato, il n. 279 del 2001. Poi il processo si è fermato. Nel 2008 però, come è stato detto, si era fatto l'aggiornamento dei LEA aggiornando anche quell'allegato 1 del decreto ministeriale n. 279 del 2001, individuando 109 nuove malattie rare. Per chi in questo Parlamento non ha avuto modo di occuparsi del problema, quel decreto significa che persone che hanno una malattia rara possono essere curate e vedere esentato il costo delle prestazioni. Quel decreto, che sembra una cosa così burocratica, in realtà è strumento prezioso per fare in modo che la nostra sanità pubblica sia davvero universalistica e solidale. Come si diceva, con quel decreto aggiornato nel 2008, furono individuate 109 nuove malattie rare. Quel decreto è stato revocato per una questione finanziaria.
Signor Ministro, la ringrazio molto, la ringraziamo molto, per il suo intervento, perché lei ha preso pochi, ma molto significativi impegni; ha parlato di piano nazionale, di ricerca e ha detto di voler ripartire da quel decreto sui LEA e da quelle 109 nuove malattie rare, il cui elenco dovrà essere nuovamente aggiornato, essendo passati tre anni. Si è perso del tempo e persone che avevano diritto alle cure sono state lasciate sole.
Lei, signor Ministro, ha fatto un'affermazione che ho molto apprezzato. Parlare di malattie rare significa parlare di una diversità che può insegnarci la virtuosità. Una politica virtuosa è anche una politica che sa quanto è cruciale il rapporto tra il tempo della vita delle persone e il tempo della politica. Accorciamo questo tempo della politica e mettiamolo in sintonia con il tempo della vita delle persone. Pensiamo al tempo che abbiamo sprecato e credo che sarebbe per davvero un atto di buona politica per il bene comune se l'allegato n. 1 del decreto ministeriale n. 279 del 2001 con le 109 malattie rare venisse aggiornato rapidamente e che questi nuovi LEA in particolare in riferimento alle malattie rare fossero aggiornati rapidamente. Il fattore tempo in questo caso sarebbe per davvero molto importante. Sarebbe un esempio e una manifestazione di quella virtuosità di cui davvero abbiamo bisogno.
 
 
 
 
 
 
16 Gennaio 2012
I TEMI DELLA SETTIMANA
IL DIBATTITO SULLA COMUNICAZIONE DI monti
Crisi/Gli sviluppi della politica europea
 Il dibattito sulla comunicazione di Monti
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha svolto una comunicazione sugli sviluppi della politica europea sulla crisi economica e finanziaria. Pur condividendo l'affermazione del premier, secondo il quale non è tempo per rilanciare una crescita basata sul debito pubblico, abbiamo sottolineato che senza programmi di grandi investimenti sull'innovazione, senza grandi progetti di nuove infrastrutture, senza investimenti sulla formazione è difficile pensare che una strategia della crescita possa far leva solo su misure di liberalizzazioni. Ora che il nuovo governo ha restituito all'Italia il suo prestigio, inoltre, possiamo impegnarci per rafforzare la cooperazione e la democrazia in Europa, condizione perchè l'Europa stessa riacquisti credibilità davanti ai suoi cittadini.
 
 
 
 
 
News dal Senato
24 Novembre 2011
LEGNINI: PD COMPATTO SU RICETTE MONTI
Condividiamo ciò che ha detto Parlamento, il resto sono chiacchiere dei media

LEGNINI: Pd compatto su ricette Monti


"Al netto delle chiacchiere di stampa, il grado di unità nel Pd sulle prime linee programmatiche del governo Monti, illustrate dal Premier nel corso del dibattito sulla fiducia, è totale. Si tratta infatti, in larghissima parte, di questioni e proposte già sollevate e avanzate dal Pd in Parlamento che si possono riassumere con le parole rigore, crescita ed equità. Parole utilizzate da Monti in aula, che condividiamo completamente e che segnano una profonda discontinuità con il governo precedente". Lo dice il senatore del Pd Giovanni Legnini, componente dell'ufficio di presidenza del gruppo.
"Stando a quanto ci è dato al momento di sapere - prosegue Legnini - il Pd non può che condividere le proposte del governo Monti, perché sono in larga misura le stesse avanzate dai gruppi parlamentari nel corso dell'esame delle varie manovre e spesso bocciate dal precedente Esecutivo. Sulla spesa pubblica, per esempio, abbiamo con insistenza cercato di introdurre nell'ordinamento il principio una riduzione selettiva attraverso la spending rewiew. Abbiamo poi sottolineato più volte che la delega fiscale, così come era stata concepita dalla destra di Berlusconi, non funziona, e anche su questo troviamo corrispondenze con il nuovo governo. La necessità di spostare il carico fiscale dal lavoro dipendente e d'impresa al patrimonio è stato un nostro chiodo fisso e anche su questo è tornato Monti nel suo discorso in aula. Le proposte del Pd in materia di pensioni parlano di concertare con i sindacati un'accelerazione flessibile della riforma Dini e della necessità di rinvestire i proventi su giovani e donne e dunque non si discostano dalle linee programmatiche del governo in carica. Tutto ciò dimostra che occorre sospendere le chiacchiere ipotetiche e andare avanti, dando al governo il tempo di mettere a punto le singole misure".

24 Novembre 2011
E DOPO MARIO MONTI COSA CI SARA'?
Follini

FOLLINI: E dopo Mario Monti cosa ci sarà?

Può sembrare sgarbato chiedersi cosa si profila dopo Monti. In fondo il governo si è appena insediato, le sue prime mosse suscitano consenso e perfino ammirazione, l'idea che si arrivi al 2013 comincia a farsi largo. Per giunta il sottoscritto tifa Monti da un bel pò e fa parte di quella larga maggioranza parlamentare e popolare che con il nuovo governo si sente più al sicuro. Per quanto mi riguarda il
"durante" potrebbe durare all'infinito.
Ma la politica ha un bisogno vitale di anticipazione
e non rinuncia mai a guardare oltre il prossimo angolo. Il dopo Berlusconi era stato oggetto di infinite congetture fin dai suoi albori, e non c'è stato giorno negli ultimi anni che il sistema politico non si sia chiesto cosa sarebbe successo, appunto, il giorno dopo. A furia di
chiedercelo, in qualche modo, lo abbiamo peparato. O meglio, ci siamo preparati.
Ora abbiamo davanti a noi alcuni mesi nei quali la politica sembra sospesa. Sembra. In realtà quei mesi dovranno servire a predisporci meglio al voto, che non sarà l'ordalia che promette Berlusconi ma è pur sempre il momento topico della contesa pubblica. Da qui a lì dovremo decidere partiti, programmi, alleanze e candidati. Ci chiederemo, e ci verrà chiesto, se l'ordine della prossima campagna sarà quello che si annunciava fino a qualche giorno fa o se la novità del governo apre la strada a novità politiche meno ovvie e ripetitive.
Personalmente credo che qualcosa succederà. E che faremmo male, un pò tutti, se arrivassimo a ridosso del 2013 recitando le filastrocche di cui s'è appena spenta l'eco. Le principali forze saranno cambiate mano a mano che cambierà l'agenda pubblica. E quelle che cambieranno di più, secondo me, avranno infine più titoli da rivendicare. I leader che guidano oggi il processo politico possono menare vanto della pagina che s'è voltata, ma non possono certo vivere di rendita sul loro stesso meritorio passo indietro. Bersani non può illudersi di tenere insieme la vecchia linea del partito di piazza e la nuova responsabilità del sostegno al governo. Casini non può illudersi di giocare la Coppa dei campioni mandando in campo l'Arcinazzo Football Club. E Alfano non può illudersi di diventare un cavallo di razza facendo il palafreniere del Cavaliere. Ognuno di loro gode di un'esperienza abbastanza lunga da sapere che quando le cose si muovono più in fretta diventa impossibile tenerle sotto stretto controllo. Chiudere Monti tra parentesi non sarà facile, né per chi lo subisce, né per chi lo sostiene.
Dovesse fallire, sarebbe un disastro per tutti. Dovesse riuscire, non sarebbe una rendita per nessuno.


24 Novembre 2011
SU FASSINA PROBLEMA ESISTE, MA NON SI AFFRONTA CON DIMISSIONI
IGNAZIO MARINO

Ignazio Marino: Su Fassina problema esiste, ma non si affronta con dimissioni


"In un partito non si chiedono le dimissioni di chi la pensa in maniera diversa, ma certamente dobbiamo affrontare un problema che esiste. Serve un chiarimento nella prossima direzione nazionale: rispetto alla lettera della BCE, il PD non può accogliere nella direzione nazionale di luglio la nomina di Mario Draghi con scroscianti applausi e poi trasformarlo, in quella successivamente in una figura da criticare, solo perché dice il contrario di ciò che pensa un membro della segreteria. Quello che conta di quella lettera è il merito e ci sono delle questioni fondamentali. Noi possiamo essere in disaccordo su alcuni punti, ma altre questioni sono ineludibili, come la flexsecurity, uno strumento che, non togliendo i diritti acquisiti, crei nuovi diritti per i 4 milioni di precari sul modello del contratto di lavoro unico a tempo indeterminato con reddito di disoccupazione e formazione continua. Io ho firmato nel 2009 il disegno di legge del senatore Pietro Ichino. Il partito ora deve dire cosa pensa con chiarezza quanto prima". Così il senatore PD Ignazio Marino dopo la richiesta di dimissioni di Stefano Fassina resa pubblica dai Liberal Pd.



24 Novembre 2011
DE SENA: "BERSANI DEVE SCEGLIERE: O LUI O MONTI"
Il_senatore_democratico_spiega_le_ragioni_dell'attacco_rivolto_all'economista

De Sena: "Bersani deve scegliere: o lui o Monti"


PD - Intervista di Nicola Maranesi - laDiscussione


«Qual è la linea del Pd? Quella di Bersani o quella di Fassina? Abbiamo interpretato male l'una o l'altra? Il segretario ha preso un impegno responsabile con il nuovo governo e non possiamo permetterci di alimentare un dibattito interno al partito. Bersani deve scegliere: o con Monti, o con Fassina». L'ex superprefetto di Reggio
Calabria Luigi De Sena è un uomo che non si presta ai giochi di partito. Senatore Pd e membro della commissione
Antimafia, non è mai comparso nei retroscena sul correntismo esasperato che ha accompagnato la nascita e l'evoluzione del partito di centrosinistra. Ieri, per la
prima volta nella sua pur breve esperienza politica, ha compiuto un gesto "di parte": ha sottoscritto una lettera, promossa dal Liberal Enzo Bianco, per chiedere al responsabile Economia del Pd Stefano Fassina di fare
un passo indietro, di dimettersi dall'incarico
che gli ha conferito il segretario Pierluigi Bersani.
Il motivo? «Non è rappresentativo delle posizioni del partito» spiega De Sena che lascia ampiamente intendere come dietro alla richiesta esplicita rivolta a Fassina si celi un avvertimento implicito indirizzato al leader: è giunta l'ora di fare chiarezza, di assumere una linea in materia economica (e non solo) che si sforzi di racchiudere le molte sensibilità presenti all'interno del partito.
Dov'è che sbaglia il responsabile Economia?
Fassina ha tutto il diritto di esprimere le sue idee, ma dovrebbe farlo al di fuori del dipartimento che gli è stato affidato nell'ambito del partito. Le sue, spesso, sono opinioni personali che non coincidono con quelle
della segreteria nazionale, dunque mi sembrerebbe
corretto che si facesse da parte.
Non crede invece che le idee di Fassina e quelle di Bersani coincidano?
Ce lo dicessero, perché se le cose stanno così dobbiamo avviare un chiarimento anche con il segretario oltre che con Fassina.
A cosa mirate?
Solo ad avere un chiarimento, perché potremmo aver frainteso le posizioni espresse dal responsabile Economia, e a quel punto potremmo tranquillamente essere noi a ritirare la richiesta di dimissioni che abbiamo avanzato. Ma se come credo non abbiamo frainteso nulla, a quel punto c'è una linea di partito da tutelare, quella dettata dalla segreteria.
Siamo alle solite?
Siamo alle solite: questo partito non esprime mai un indirizzo unitario e una volta che lo esprime, per bocca del segretario nazionale, non riesce comunque a rispettarlo fino in fondo. Quando si configurano delle conflittualità bisogna operare una scelta, perché o
si modifica la linea operando le osservazioni sopravvenute oppure chi è uscito fuori dal solco deve rientrarci immediatamente.
C'è un problema di credibilità nei confronti del premier Monti?
Di fronte a Monti Bersani è stato estremamente chiaro e leale, ha garantito la massima disponibilità da parte di tutti. Proprio per questo stavolta non possiamo permetterci
questi atteggiamenti e di fronte a certe incongruenze
anche io, che di solito evito, ho deciso di aderire all'iniziativa di Bianco.

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